Tre miliardi di euro per il Sud. La Camera approva il dl Mezzogiorno

Misure e risorse, del valore di 3 miliardi di euro, per sostenere lo sviluppo del Sud, attraverso il credito di imposta per gli investimenti, gli incentivi per l’efficientamento energetico e le biomasse, nuovi fondi per la logistica digitale nei porti del Meridione ... .

Misure e risorse, del valore di 3 miliardi di euro, per sostenere lo sviluppo del Sud, attraverso il credito di imposta per gli investimenti, gli incentivi per l’efficientamento energetico e le biomasse, nuovi fondi per la logistica digitale nei porti del Meridione, l’introduzione di benefici Industria 4.0 anche il revamping, l’assegnazione a Comuni e soggetti pubblici oltre che dei beni anche delle imprese e delle società confiscate … . Un capitolo a parte è dedicato agli interventi sull’Ilva di Taranto. È lungo l’elenco dei provvedimenti previsti dal decreto “Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno” approvato ieri sera dalla Camera e che dovrà essere deliberato in via definitiva dall’Aula del Senato entro il 28 febbraio.

 

Tra le più importanti:

  • il rafforzamento del credito di imposta per gli investimenti in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le percentuali del credito di imposta passano dal 10% al 25% per le grandi imprese (e per le aree particolarmente svantaggiate, ex articolo 107.3 a del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea); dal 20% ad un range dal 10% al 20% per le piccole imprese (o per lo sviluppo di alcune attività o regioni economiche, ex articl 107.3c del Tfue); dal 15% al 10% per le imprese di medie dimensioni. Aumenta, inoltre, la base su cui calcolare l’agevolazione, “che va considerata – si legge – a lordo degli ammortamenti sui beni della medesima categoria, oltre che di quelli oggetto dell’agevolazione”. In questo modo le imprese che hanno fatto investimenti negli anni precedenti, il cui ammortamento è ancora in corso, potranno beneficiare dell’agevolazione. Il testo innalzate per le Pmi le soglie dei progetti d’investimento agevolabili portando il limite da 1,5 milioni a 3 milioni per le piccole imprese e da 5 a 10 milioni per le medie. Viene eliminato il divieto di cumulo con altri aiuti di Stato, compreso il sostegno de minimis, consentendo l’applicazione entro il limite dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle norme comunitarie di riferimento;
  • la velocizzazione delle procedure per gli appalti del G7 di Taormina. Viene autorizzato il ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi necessari all’evento. Per ricorrere a questa procedura bisogna fornire, per i singoli interventi, le ragioni di urgenza e della necessità di derogare alle procedure ordinarie, con motivazioni che devono essere strettamente correlate ai tempi di realizzazione degli interventi stessi per garantire l’operatività delle strutture a supporto della presidenza italiana del G7;
  • l’assegnazione ai comuni delle imprese e delle società confiscate alla mafia. Permettere l’assegnazione ai comuni interessati anche dei beni confiscati alle imprese mafiose organizzate in forma di società e non solo dei beni confiscati a soggetti mafiosi. Il decreto, mantiene in vigore una disciplina di relazione finanziaria tra lo Stato e i Comuni che si troveranno a beneficiare dei beni confiscati, esplicitando l’assenza di nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
  • l’introduzione di benefici industria 4.0 anche per il revamping. Allargato il raggio d’azione degli incentivi legati alla strategia Industria 4.0. Nello specifico si chiarisce che saranno considerati “beni funzionali alla trasformazione tecnologica in chiave Industria 4.0” anche “dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti”. Inoltre si chiarisce che saranno considerate macchine per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime tutte le tipologie di macchine (e non solo quelle utensili);
  • la proroga per l’accesso agli incentivi per l’efficientamento energetico nei grandi impianti. Ci sarà tempo fino al 31 dicembre 2017 per accedere agli incentivi per i progetti di grandi dimensioni con risparmi non inferiori a 35.000 Tep/anno, il cui periodo di riconoscimento dei certificati bianchi sia terminato entro il 2014;
  • l’istituzione del Commissario unico per la depurazione delle acque. A lui confluiranno tutte le risorse in capo agli attuali singoli commissari regionali, che decadranno dal loro ruolo, e le risorse stanziate con la delibera Cipe n. 60/2012 (ma solo nel caso in cui non risulti intervenuta l’aggiudicazione provvisoria dei lavori finanziati con quei fondi). Compito principale del nuovo commissario sarà realizzare gli interventi per superare le infrazioni Ue contro l’Italia sui sistemi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue;
  • la proroga per l’incentivo biomasse. Prorogato dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021 il diritto di fruire dell’incentivo sull’energia prodotta a favore degli esercenti di impianti alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili che hanno cessato (al 31 dicembre 2016) di beneficiare di incentivi;
  • 30 mln per la logistica digitale nei porti del Mezzogiorno. Viene incrementato di 5 milioni di euro annui, dal 2017 al 2022, senza obbligo di cofinanziamento da parte del soggetto attuatore, il contributo previsto dalla legge Finanziaria 2008 per il completamento e l’implementazione della rete immateriale degli interporti finalizzata al potenziamento del livello di servizio sulla rete logistica nazionale;
  • la proroga per il completamento di opere già finanziate. Prorogati di tre anni i termini per il completamento delle opere finanziate con i contributi stanziati dalla legge finanziaria 2005 (quasi 550 milioni in tre anni), con la legge finanziaria 2010 (comma 239, per la messa in sicurezza sismica delle scuole) e con il decreto 203/2005 (articolo 11-bis su in materia di programmazione dello sviluppo economico e sociale). Le opere così finanziate devono essere riconoscibili tramite la Banca dati delle amministrazioni pubbliche (Bdap). I contributi previsti dalla legge Finanziaria 2005 (ai commi 28 e 29), non utilizzati per l’intervento originario, “possono essere destinati a finalità difformi dal progetto originario che rispondano ad esigenze di interesse pubblico”. Qualora i contributi non siano utilizzati entro il termine di proroga saranno revocati con obbligo di restituzione.

Commenta: