Scoppia la pace tra Orlando e Riggio, scongiurato pericolo privatizzazione Gesap

Da tempo era in atto un braccio di ferro tra l’azionista di maggioranza della Gesap, il Comune di Palermo e l’Enac

Pericolo privatizzazione scampato per la Gesap, la società che gestisce l’aeroporto “Falcone e Borsellino” di Palermo. A pochi giorni dall’annuncio dell’ottenimento della linea di credito del valore di 44 milioni di euro, concessa da Intesa San Paolo e Unicredit, per il finanziamento del Piano quadriennale degli investimenti, è arrivata la notizia dell’archiviazione della procedura di revoca della concessione di gestione totale dell’aerostazione.
Era questo il rischio corso dalla Gesap e scongiurato in extremis. La disponibilità delle banche è giunta in zona Cesarini. Senza queste risorse il Piano sarebbe rimasto lettera morta, mentre la società avrebbe dimostrato di non essere in grado di garantire lo sviluppo dell’aeroporto palermitano. Un’eventualità che avrebbe compromesso il proprio destino.

Da tempo, infatti, era in atto un braccio di ferro tra l’azionista di maggioranza della Gesap, il Comune di Palermo, e l’Ente nazionale aviazione civile (Enac). Uno scontro tra due vecchi amici, Leoluca Orlando e Vito Riggio, oggi avversari. Il primo strenuo sostenitore della gestione pubblica dello scalo. Il secondo, invece, favorevole a quella privata, tanto da aver avviato alcune settimane fa, e quindi ancor prima che scadessero i termini per il reperimento delle risorse necessarie al finanziamento del piano, l’iter per esautorare la Gesap dal governo dell’aeroporto. Più volte Riggio ha auspicato la vendita delle azioni della società ai privati, nel caso in cui non fosse riuscita a trovare i fondi di cui aveva bisogno per portare avanti lo sviluppo dell’aeroporto.

giambrone-mistrettaL’ok degli istituti di credito ha però segnato un punto a favore di Orlando mettendo, per il momento, fine allo scontro e garantendo la gestione pubblica del “Falcone e Borsellino”. “L’esito della procedura di gara per la provvista finanziaria necessaria agli investimenti del piano di sviluppo di Gesap ha confermato nei fatti il grande interesse del sistema bancario nei confronti dell’aeroporto di Palermo”, dichiarano in una nota della società il presidente Fabio Giambrone e l’amministratore delegato Giuseppe Mistretta. “Un segnale di grande credibilità del piano economico finanziario presentato dalla società e quindi del grande interesse col quale viene vista la positiva progressione che l’aeroporto di Palermo ha mostrato negli ultimi anni, che non è sfuggito ai grandi istituti finanziari”.

Secondo Gesap la decisione delle banche tiene conto della buona salute finanziaria della società e delle prospettive di crescita. “Alcuni punti salienti del piano che certamente hanno attirato l’attenzione degli istituti – scrive Gesap – sono il sostanziale aumento dei ricavi che dagli attuali 60 milioni viene previsto salire fino ai 94 per il 2030, ed inoltre gli utili previsti che nel periodo 2016 – 2030 sono stimati pari ad una media annua di 7,3 milioni, per non citare lo stesso valore di Ebitda per il periodo che dal 2020 in poi supererà i 20 milioni annui”. 

Andando più nel dettaglio ecco gli indici economici che hanno convinto Intesa San Paolo e Unicredit. “Traffico: con assunzione di crescita “moderata” stilata da Eurocontrol alla quale l’aeroporto si riferisce, il Falcone Borsellino raggiungerà nel 2030 quota 8 milioni passeggeri, superando i 7 milioni previsti nel 2024. Nel 2016 il consuntivo è stato di 5.3 milioni con crescita del 8,5% rispetto al 2015. Ricavi: dai 60 milioni del 2016 ai 94 milioni del 2030. Raddoppiano i ricavi commerciali (da 12 milioni del 2016 a 21 milioni del 2030). Grazie alla Politica commerciale su Rent a car, nuovi spazi commerciali, potenziamento e miglioramento degli esistenti, maggiore disponibilità di prodotto e aeroporto-falcone-e-borsellino
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Costi: riduzione dei costi per efficientamento e programmazione di gare per affidamenti riguardo servizi quali PRM, Presidio, Croce Rossa, Pulizia, Energia. EBITDA: dai 7 milioni del 2016 ai 25 milioni del 2030. Dal 2020 attestazione sopra i 20 milioni. Investimenti: 2016-2019: 62 milioni di euro; 2020-2030: 128 milioni di euro. Ipotizzando ribassi d’asta al 20%”.

L’apertura ai privati, quindi, è rinviata di almeno quattro anni, sempre che l’esito delle prossime elezioni comunali, in programma nel capoluogo siciliano tra pochi mesi, non consegni un nuovo sindaco e con esso un indirizzo politico diverso sulla gestione pubblica dell’aeroporto di Punta Raisi.

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