Ritorno al lavoro per gli 11 cassintegrati del Teatro Biondo

Per Maurizio Rosso della Cgil "servono investimenti sulla formazione, per una nuova organizzazione del lavoro che aumenti la produttività del Teatro Biondo"

Come già annunciato dalla Slc Cgil e come stabilito dal consiglio d’amministrazione, oggi tornano al lavoro gli 11 dipendenti in cassa integrazione del Teatro Biondo. “Finalmente, con grande senso di responsabilità ed equilibrio, si è trovato il luogo della condivisione per la risoluzione dei problemi che da tempo travagliano il teatro Biondo. Il sindacato e la direzione hanno portato a termine un accordo molto importante che – dichiara il segretario Slc Cgil Maurizio Rosso – richiama i lavoratori dalla cassa integrazione e apre la possibilità ad alcuni lavoratori di usufruire di un esodo incentivato per andare in pensione. Si stabiliscono così due principi fondamentali: il primo, l’importanza della ricchezza professionale dei lavoratori di questo teatro e della necessità di averli in servizio tutti e, secondo, quello di ottimizzare l’organizzazione del lavoro, dando la possibilità a chi è alla fine della carriera di andare in pensione e mettere così in moto un meccanismo di riorganizzazione del lavoro”.

L’organizzazione del lavoro – secondo Maurizio Rossoè uno strumento fondamentale per ottimizzare costi e risorse di un teatro. Da sempre l’Slc Cgil sostiene che lo strumento della cassa integrazione non serve a nulla ma servono investimenti sulla formazione del capitale umano e sulla produzione, per far sì che il teatro produca molto di più e che sia aperto tutti i giorni e tutto l’anno alla città. Crediamo che siano fondamentali le collaborazioni fra teatri, l’attenzione all’uso delle nuove tecnologie e uno sguardo alla costruzione dell’immagine del teatro, che lo renda appetibile alle sponsorizzazioni private. E infine serve una programmazione triennale che permette al teatro di spendere meno e vendere nel modo migliore possibile le proprie produzioni, con attenzione anche a una eventuale stagione estiva”.

Crediamo – conclude il segretario dell’Slc Cgil Rossoche adesso sia arrivato il momento per una discussione seria e concreta sul contratto di secondo livello, non come assalto alla diligenza ma come strumento essenziale per l’organizzazione del lavoro e per intensificare la produttività.  Un ringraziamento a tutti per l’ottimo lavoro e al sindaco per l’attenzione che ha avuto nei confronti del teatro e di questi lavoratori”.

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