Banca Nuova. Meglio perdere che straperdere, la linea di Adiconsum Sicilia

Nelle settimane scorse l'Istituto di credito aveva proposto la cifra di 9 euro ad azione a fronte di un valore d'acquisto di 62,5 euro

“Meglio perdere che straperdere” recita un antico e popolare proverbio siciliano. E’ questa la linea dell’Adiconsum Sicilia rispetto all’offerta di transazione proposta dalla Popolare di Vicenza, che nell’Isola controlla Banca Nuova, agli azionisti che hanno visto ‘azzerato’ il valore dei loro titoli a causa degli episodi di cattiva gestione da parte del precedente vertice della banca.

Nelle settimane scorse l’Istituto di credito aveva proposto la cifra di 9 euro ad azione a fronte di un valore d’acquisto di 62,5 euro. Un’offerta che quasi tutti i clienti e le organizzazioni dei consumatori si sono rifiutati di prendere in considerazione. Adesso però comincia a farsi largo qualche voce fuori dal coro.

“Premesso che laddove ci fossero delle responsabilità civile e penali andrebbero perseguite nelle sedi competenti, la proposta commerciale della Banca Popolare di Vicenza che noi stiamo ancora esaminando ma di cui abbiamo già compreso il messaggio, ha dei risvolti positivi”, ha detto Marco Stassi, presidente Adiconsum in Sicilia. “Laddove si vada in giudizio il cittadino consumatore avrebbe il rischio di ritrovarsi tra ‘enne’ anni con nulla in mano, con il rischio di subire oltre il danno la beffa” spiega Stassi secondo cui “la proposta commerciale che riguarda mutui, conti correnti e depositi vincolati a condizioni agevolate va guardata attentamente e presa in seria considerazione, per evitare di restare con un pugno di mosche in mano”.

In Sicilia il crollo delle azioni della Popolare di Vicenza ha azzerato l’investimento di molti clienti di Banca Nuova. Proprio tra i clienti dell’istituto “abbiamo un congruo numero di richieste di ricorso”, sostiene Stassi, ma “nel rispetto della tutela dei diritti dei consumatori riteniamo la sede giudiziale l’extrema ratio, cercando di comporre la lite in maniera negoziale”.

marco stassiStassi spiega la sua posizione, ‘controcorrente’ rispetto alle valutazioni di molte altre associazioni di consumatori e soci, anche ricordando che Adiconsum è “associata alla Cisl” e il sindacato “guarda anche i livelli occupazionali della banca”, che potrebbero essere ulteriormente penalizzati nel caso in cui l’offerta di transazione, che scade a metà marzo, non dovesse andare a buon fine.

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