Pomodori Marocco, Mipaaf: “Chiesta clausola salvaguardia. No da Commissione Ue”

Sull’accordo commerciale tra Ue e Marocco e l’importazione di pomodori “in regime di esenzione dal dazio doganale”, che ha determinato un “forte eccesso di prodotto nei mercati” e il “crollo delle quotazioni”, il ministero ha provveduto a richiedere “alla Commissione Ue, a marzo del 2016, l’attivazione della clausola di salvaguardia prevista dall’accordo stesso, con l’avvio di una consultazione immediata con il Governo marocchino.

Giuseppe CastiglioneA dirlo in aula alla Camera il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, rispondendo all’interpellanza a prima firma Loredana Lupo (M5s) in merito alla situazione di alcuni comparti agricoli nazionali a seguito dell’applicazione dell’accordo di libero scambio dei prodotti agricoli tra l’Unione europea e il Marocco e, più in particolare, all’attivazione della clausola di salvaguardia.

 

La richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia, ha precisato Castiglione, “è stata supportata da un dossier tecnico” ed è stata fondata sulla considerazione che “le importazioni di pomodoro marocchino a dicembre 2015 e gennaio 2016 avevano mostrato un “aumento del 74%” coinciso, peraltro, con un “contestuale crollo dei prezzi del pomodoro italiano” a causa del surplus di prodotto.

“La Commissione Ue – ha continuato il sottosegretario – con lettera” di giugno 2016 ha ritenuto “che non sussistessero sufficienti presupposti per l’applicazione della clausola di salvaguardia” e ha addebitato la situazione alla “anticipata maturazione delle colture”, con successivo “eccesso di offerta di prodotti”, seguito a sua volta da un “calo delle temperature”, da una “diminuzione della produzione” e un “aumento sensibile dei prezzi”.

Il ministero – ha detto ancora Castiglione – ha sottolineato più volte e già a luglio del 2011 il calo dei prezzi dei pomodori siciliani e ha rilevato la “rappresentatività del mercato di Vittoria, in Sicilia. La Commissione Ue ha, tuttavia, confermato la propria posizione, parlando di un “contesto fisiologico” e, rispetto al Marocco, sostenendo che il trend delle importazioni in Italia appariva comunque “al ribasso” e che situazioni specifiche per periodi limitati dell’anno non potevano “essere attribuite a maggiorati flussi commerciali”, ma “ad avverse condizioni fito-patologiche” e climatiche.

L’Italia, ha detto ancora il sottosegretario, ha comunque ottenuto “un adeguato aumento e supporto per le operazioni di ritiro dal mercato” che erano “ferme da diversi anni”, nonché “l’inserimento dei pomodori” tra i prodotti oggetto d’intervento e la destinazione “al comparto orticolo” di “una parte dei volumi supplementari” rispetto a quelli già assegnati. Inoltre, “si è proceduto a finanziare l’aggregazione” tra produttori del settore. Uno strumento, quest’ultimo, peraltro “poco utilizzato” in alcune realtà del Paese, come quella siciliana, e che sarà inserito nella strategia per il 2018-2020.

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