Pendolaria 2016, Legambiente boccia la rete ferroviaria siciliana. Altro che ponte sullo Stretto…

Il dossier fotografa il divario Nord-Sud. Unica nota positiva: il tram di Palermo

Altro che Ponte sullo Stretto di Messina! Legambiente anche quest’anno “boccia” la rete ferroviaria siciliana, tra le peggiori dell’intero Stivale. Il rapporto dettagliato è contenuto nel dossier “PENDOLARIA 2016” , presentato oggi alla Stazione Centrale di Palermo, e presenta le 10 linee peggiori per il viaggiatore pendolare in Italia.

La tratta peggiore in Sicilia (4° posto nella Top Ten delle peggiori in Italia) è la Messina-Catania-Siracusa, ma va detto che tutte le tratte sono scomode e inefficienti, a danno dei siciliani e dei turisti che giungono sull’Isola, con solo 429 corse regionali in tutto. La Sicilia è anche al 4° posto nella classifica dei treni più vecchi con circa 23 anni di media.

pendolaria-2016_linee-sospeseA crescere è il divario tra le Regioni: «È un racconto di storie che sembrano uscite dal dopoguerra, con carrozze diesel vecchie di 60 anni che circolano su linee oramai frequentate da pochi studenti o turisti affascinati dai paesaggi interni siciliani o salentini. Sono le differenze il tratto più forte che viene fuori dal Rapporto Pendolaria 2016. L’immagine è quella di un Paese che in treno viaggia sempre di più a velocità differenti. A rendere evidente la situazione sempre più complicata che vivono i pendolari sono i tagli realizzati nelle diverse parti del Paese, con la riduzione del numero di treni lungo le linee, a cui si è accompagnato in quasi tutte le Regioni italiane un aumento delle tariffe. Vanno aggiunti oltre 412 km di rete ordinaria che risulta “sospesa” per inagibilità dell’infrastruttura, come nel caso della Trapani-Palermo (via Milo) ancora chiusa dopo quasi 4 anni per smottamenti del sedime ferroviario e su cui ancora non si hanno date certe per la riapertura».

Eppure, spiega il report, tutti i dati confermano la voglia di treno che c’è in ogni città italiana. «Lo dimostra al Sud il successo del collegamento diretto Palermo-Catania dopo la chiusura dell’autostrada nel 2015. Quando i treni sono passati da 2 a 14 al giorno e il tempo di percorrenza ridotto a 2 ore e 47 minuti per quelli più veloci (rispetto alle quasi 6 ore dei precedenti convogli), su comodi treni. Il successo è stato evidente e si è passati da meno di 2.000 a circa 4.200 passeggeri al giorno.  Un’altra buona notizia dal Sud è quella di Palermo, dove sono in servizio 4 nuove linee di tram da fine 2015 ed il successo è già evidente con il 30% dei biglietti venduti in più alla fine del 2016 rispetto al lancio del servizio ed almeno 25.000 passeggeri al giorno». 

TRAM PALERMOIl Sud è la seconda emergenza del trasporto ferroviario in Italia. «Alcuni numeri raccontano meglio di tante parole come la questione meridionale esista eccome in Italia nel 2016. Al Sud circolano meno treni. L’attuale livello di servizio nelle Regioni del Sud è imparagonabile per quantità a quello del Nord. Ogni giorno in tutto il Sud circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia. Per fare un esempio, ogni giorno le corse dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia». Un divario enorme. «Al Sud i treni sono più vecchi. Non è solo la quantità dei treni ad essere incredibilmente squilibrata, ma è anche la qualità del servizio a non avere confronti. L’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta con 20,3 anni, praticamente invariata rispetto ai 20,4 dello scorso anno, rispetto ai 14,7 del Nord (ed in calo, era 16,6 nel 2015) ma anche alla media nazionale di 17,2. Si trovano poi casi come quelli di Basilicata (23,3), Sicilia (23,2) e Calabria (22,1) dove la media è ben più alta con punte di treni che sono davvero troppo “anziani” per circolare».

Altro tema caldo è quello del Contratto di Servizio Regione-Trenitalia: «La Sicilia – si legge nel report –  ha finalmente, ormai da un anno, concluso l’iter per la firma del primo Contratto di Servizio. Si tratta di un contratto di durata biennale per un valore complessivo di 223 milioni e sarà propedeutico al contratto decennale 2017-2026. La Regione Siciliana corrisponderà a Trenitalia corrispettivi per 111,5 milioni di euro all’anno a fronte di una produzione di 9,45 milioni di treni*km destinata ad essere aumentata, nel tempo, in termini di frequenza delle corse e di chilometri percorsi. L’intesa, inoltre, prevede investimenti pari a 190 milioni di euro per l’acquisto di nuovi treni: 40 milioni in autofinanziamento da parte di Trenitalia e due tranche di 50 e di 100 milioni di euro da parte della Regione». 

Nodo di Palermo, passante e anello fsInfine l’istantanea della situazione a Palermo: «Il nodo di Palermo sconta i problemi di tutte le città del Sud. In tutta la Regione sono 43.500 i pendolari che prendono il treno e che nonostante le difficoltà di una rete vecchia ed inadeguata, continuano a preferire questo mezzo per i propri spostamenti. Per quanto riguarda la città di Palermo l’Istat ha calcolato che il totale dei pendolari raggiunge addirittura le 280mila unità giornaliere, con margini enormi nel trasferire buona parte dei pendolari su ferro. Sono numerosi i Comitati pendolari che chiedono un miglioramento del servizio, ed in particolare segnalano i frequenti ritardi nella tratta che da Palermo porta all’Aeroporto di Punta Raisi a causa della presenza di molti incroci con altri treni. Senza dimenticare i gravi problemi che affrontano i pendolari delle cosiddette linee secondarie ma che collegano Palermo ad altri capoluoghi come Ragusa, Caltanissetta, Trapani. L’opera infrastrutturale necessaria per creare un efficiente sistema di trasporto su rotaia a Palermo è il Passante Ferroviario. Il progetto, rinviato per molti anni e partito nel 2008, punta a costruire un 80 collegamento in doppio binario di 60 km sulla linea Palermo-Messina, tra la stazione Notarbartolo e l’aeroporto di Punta Raisi, permettendo di creare un servizio di metropolitana leggera tra Carini, Palermo e Termini Imerese. L’opera dovrebbe entrare in funzione, comprese le 17 fermate tra nuove ed ammodernate, nel 2018. Al momento sono però fortemente rallentati i lavori nella Tratta A (quella centrale)».

anello-fs

«Altra opera discussa da anni è l’Anello Ferroviario. Si tratta di soli 6,5 km con 8 fermate che attraverserebbero in maniera circolare il centro di Palermo collegando in sotterranea punti nevralgici come il Porto e la Stazione centrale (con un nodo di scambio per il Passante). Purtroppo il cantiere per i lavori è partito solamente a fine 2014, quando sono stati avviati i lavori per il primo lotto di 1,6 km, tra le fermate Giachery e Politeama che dovranno concludersi a fine 2016. I ritardi accumulati però fanno pensare che si potrà vedere l’ultimazione dei cantieri solo dopo il 2018. Infine – conclude il dossier di Legambiente – a Palermo sono in servizio le 4 nuove linee di tram da fine 2015. Si tratta di un sistema con una lunghezza di 14,2 km. I lavori per tutte e tre le linee furono avviati nel 2007. Il successo delle attuali linee e’ evidente con il 30% dei biglietti venduti in più alla fine del 2016 rispetto al lancio del servizio ed almeno 25.000 passeggeri al giorno».

Commenta: