Palermo, ecco i 16 lustrascarpe. Tra loro una laureata in Scienze politiche, un odontotecnico e un ex pubblicitario

I 16 aspiranti sciuscià si sono riuniti nella sede di un notaio palermitano per dare vita alla cooperativa

Tra qualche mese li vedremo agli angoli delle vie più “passeggiate” della città, pronti a lucidare le scarpe dei passanti che desiderano usufruire di questo servizio. Nel frattempo i 16 aspiranti sciuscià selezionati dalla Confartigianato di Palermo, nell’ambito del progetto Shoeshine 2.0, si sono riuniti nella sede di un notaio palermitano per dare vita alla cooperativa, che consentirà loro di riportare tra le strade del capoluogo siciliano un mestiere ormai scomparso da decenni.

Si tratta di 12 uomini e 4 donne la cui età va dai 21 ai 60 anni. Tra di loro anche una persona proveniente da Foligno. Quasi tutti vantano un livello di istruzione medio alto. C’è una donna laureata in Scienze Politiche, un odontotecnico, un ex agente pubblicitario, una figlia d’arte e due uomini che da poco hanno perso il lavoro. Nella maggior parte dei casi si tratta di diplomati o persone con attestati di istituti professionali.

Il tempo di seguire un corso di formazione e potranno scendere per strada armati di spazzola e banchetto. Sarà uno degli ultimi lustrascarpe rimasti ad insegnare loro le varie tipologie di materiali con i quali sono realizzate le scarpe, con quali prodotti e come devono essere trattate. Le prime due lezioni sono già state fissate e si terranno presso la sede di Confartigianato. Il corso terminerà nel giro di un paio di mesi, mentre l’inizio delle attività è previsto entro gennaio.

nunzio-reina-confartigianatoL’iniziativa aveva suscitato molto clamore non solo per l’inaspettato numero di candidature raccolte, ma soprattutto per la presenza di persone con curriculum qualificati. L’idea era nata al presidente dell’Associazione degli artigiani, Nunzio Reina, durante alcuni dei sui viaggi a Roma e in altre città d’Italia. Reina, infatti, si era accorto che alcuni lavoratori grazie al mestiere del lustrascarpe non solo riuscivano a guadagnarsi uno stipendio, ma avevano creato un bel business. È questo il caso, ad esempio, di Angelo Lustrascarpe che ha addirittura un blog su internet e viene chiamato a lucidare le scarpe in importanti manifestazioni ed eventi privati.

“Siamo felici di essere sempre più vicini alla concretizzazione di un progetto – ha detto Reina all’Agi – che permetterà all’antico mestiere dei lustrascarpe di rinascere. I ragazzi che saranno formati da Confartigianato, nello specifico dal maestro Piero Caccamo, saranno dei veri e propri professionisti 2.0, contattabili telefonicamente e su internet. Un modo per inserire i giovani nel mondo del lavoro e permettere – ha concluso – a chi ne è uscito, di rimettersi in gioco”.

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