Asp Palermo: al via prime iniziative di protesta, venerdì sit-in all’ospedale di Partinico

Le organizzazioni sindacali "continueranno a esercitare il proprio ruolo, con determinazione e autonomia, al fine di assicurare ai cittadini un'assistenza appropriata e agli operatori condizioni di lavoro dignitose"

A seguito dell’annuncio dello stato di agitazione la settimana scorsa, il personale della Asp di Palermo avvia le prime iniziative di protesta. Ne danno notizia le segreterie di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di Palermo.

Venerdì 17 febbraio alle 11,30 si terrà un sit-in all’ospedale Civico di Partinico, al fine di evitare la chiusura del reparto di diagnosi e cura di psichiatria. Stessa situazione all’ospedale Ingrassia martedì 21 febbraio alle 11,30, così da poter esaminare i tanti problemi che affliggono il nosocomio, a partire dalle criticità registrate nell’assistenza infermieristica nei reparti di medicina, pronto soccorso e geriatria.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl constatano che anche l’ultima nota ricevuta dall’azienda il 7 febbraio non fornisce alcuna soluzione ai molteplici problemi ripetutamente elencati nei documenti sindacali inviati in questi mesi.

Ancora una volta il metodo scelto dalla direzione aziendale, incentrato sulla semplice e formale corrispondenza volta, per di più, a confutare le questioni poste dal sindacato, non è in grado di affrontare e risolvere i problemi presenti in tutte le strutture aziendali – scrivono Mario Scialabba, responsabile comparto per la Fp Cgil, Gaetano Mazzola per la Cisl Fp e Giuseppe Amato per la Uil Fpl – Tale metodo contrasta con i contratti collettivi di lavoro che puntano alla costruzione di corrette relazioni sindacali e contemplano la necessità di una tempestiva informazione, di momenti di concertazione e di appositi incontri di contrattazione per affrontare e risolvere le problematiche presenti nei luoghi di lavoro”.

Il 7 febbraio, alla vigilia dell’assemblea del personale che si è svolta l’8 febbraio, è arrivata la convocazione sollecitata per il 23 febbraio dalle 15:00 alle 17:30, dunque con tempi fortemente limitati, essendo stato convocato per le 17:30 il tavolo della dirigenza SPTA e Medica. “Uno spazio assolutamente insufficiente persino per rappresentare le tante questioni iscritte all’ordine del giorno – sostengono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – Un segno più che evidente che non si vuole un confronto vero e di sostanza. L’unico dato certo, a oggi, è che codesta direzione non ha dato alcuna risposta risolutiva ai problemi più volte posti e al contempo non si accorge del peggioramento dell’assistenza sanitaria”.

I servizi e le condizioni di lavoro, hanno denunciato i sindacati nel corso dell’assemblea di mercoledì scorso, continuano a peggiorare: la situazione è insostenibile, l’azienda va verso il collasso. I lavoratori hanno sottolineato queste preoccupazioni e hanno intrapreso la strada della mobilitazione che, oltre alla proclamazione dello stato di agitazione, “si sostanzierà con ulteriori e più incisive forme di lotta, compreso lo sciopero, ove non arrivino risposte risolutive da parte dell’azienda e continui questa situazione di completo stallo, penalizzante sia per gli operatori sia per gli utenti”.

Le organizzazioni sindacali verificheranno la reale volontà della direzione aziendale sia rispetto a questi temi sia sulle problematiche al centro dell’incontro del 23 febbraio e precisano fin d’ora “che continueranno a esercitare il proprio ruolo, con determinazione e autonomia, al fine di assicurare ai cittadini un’assistenza appropriata e agli operatori condizioni di lavoro dignitose”.

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