Ikea a Palermo, arriva l’ok del Comune. Il progetto tra sogno e realtà

I rumors danno per favorita l'area di Ciaculli

«Abbiamo individuato delle aree, ma non possiamo ancora dire quali sono. Per noi la Sicilia è almeno due negozi. A Catania c’è già. L’arrivo su Palermo è irrinunciabile. La volontà di arrivare c’è». È trascorso ormai quasi un anno da questo annuncio dell’ormai ex responsabile comunicazione di Ikea Italia, Valerio Di Bussolo. Era il 21 maggio 2016 e durante il Festival dell’Ingegno dell’ateneo palermitano il colosso svedese dell’arredamento ufficializzava le sue mire espansionistiche verso il Capoluogo siciliano.

Da allora è calato nuovamente il silenzio. Nessun tavolo, nessun seguito. Sembra uno dei tanti progetti chiusi nel cassetto del “libro dei sogni” della città di Palermo. I rumors si susseguono da anni e ogni piccolo input di apertura viene letto come il segnale di via ai lavori. Del resto, la scelta di voler raddoppiare con un megastore anche a Palermo, è perfettamente logica, dato che l’hinterland di Palermo garantisce ogni anno un buon 30% di clienti e fatturato al punto vendita di Catania.

A undici mesi da quell’annuncio ufficiale il progetto su Palermo resta ancora top secret. La sensazione però è che potrebbe essere il momento decisivo. Il nodo principale da sciogliere, infatti, è la viabilità. Da questa dipende la scelta della location, che Ikea vorrebbe a due passi dall’autostrada con uno svincolo ben servito. «Palermo è sicuramente una bandierina fissa nel nostro piano di espansione. Ci sono dei tempi un po’ lunghi – ammetteva Di Bussolo un anno fa – perché bisogna individuare la location giusta. Abbiamo, comunque, individuato alcune aree». 

Le voci di corridoio davano la multinazionale interessata inizialmente alle aree di Tommaso Natale e al polo industriale di Carini, dove peraltro già esiste un “Pick-Up Point” (punto di ritiro). Ma se oggi si dà un’occhiata al sito web di Ikea, c’è un nuovo punto di ritiro merce a Palermo, in viale Regione Siciliana 8671, nei pressi dell’area di Ciaculli, a due passi dal centro commerciale Forum, e dove insiste il deposito dei tram (Linea 1) e anche la fermata del passante ferroviario “Roccella”.

Svincoli Brancaccio - SatelliteI rumors danno per favorita proprio l’area di Ciaculli. Alcuni privati avrebbero già chiuso una trattativa per la cessione di porzioni di terreno. L’area sarebbe ben servita sul piano dei trasporti pubblici, ma non ancora sulla viabilità stradale: un aspetto, questo, non indifferente e che però potrebbe risolversi col completamento degli svincoli incompiuti di Brancaccio (nella foto a lato) su cui in settimana il Comune potrebbe trovare un accordo con la società proprietaria del Forum (LEGGI QUI).

Rendering Ikea (foto dal web)
Rendering Ikea (foto dal web)

L’interlocuzione tra il gigante svedese dell’arredamento e l’Amministrazione comunale al momento è in stand-by: «Non so nulla – ammette l’assessora alle Attività Produttive, Giovanna Marano – al momento non sono pervenute richieste di Ikea al mio ufficio». Più aggiornato è invece l’assessore alla Pianificazione urbana e territoriale, Giuseppe Gini: «Da 7 mesi ormai non abbiamo interlocuzioni con Ikea. Li abbiamo incontrati circa 6 o 7 mesi fa, ma – rivela –  da allora aspettiamo loro indicazioni sulla scelta della location. Sappiamo che vogliono puntare sugli ingressi Nord o Sud della città. Probabilmente l’area ideale potrebbe essere la zona di Ciaculli, anche per riqualificare quella zona della città e gli svincoli di Brancaccio. Da parte nostra c’è la massima disponibilità».

E a proposito di disponibilità, nei giorni scorsi, Franco Busalacchi, candidato alla presidenza della Regione siciliana per I Nuovi Vespri, abboccando a un pesce d’aprile di una testata online che dava Ikea interessata a Monreale, si dichiarava «fermamente contrario all’arrivo del colosso svedese. Si deve impedire – affermava – quest’ennesima colonizzazione della nostra Isola. L’eventuale arrivo di questa multinazionale dell’arredamento sconvolgerebbe i delicati e fragili equilibri dell’artigianato locale di Palermo e, in generale, della parte occidentale della nostra Isola. Con l’eventuale arrivo di questo gruppo, quel poco di artigianato legato all’arredamento che ancora oggi resiste scomparirebbe nel giro di qualche anno. Non si tratta di essere protezionisti ma di non subire un’ennesima colonizzazione culturale ed economica. La proliferazione di questi centri commerciali ha già determinato la chiusura di tante attività artigianali legate al commercio. Quello che oggi non serve a Palermo e alla parte occidentale della Sicilia, ribadisco, è una multinazionale che farebbe scomparire anche l’artigianato locale dell’arredamento».

IKEA Pubblicità sorprendertiTotalmente opposta è la posizione del Comune, come spiega il vicesindaco e assessore alle Infrastrutture, Emilio Arcuri. «Noi non siamo affatto contrari all’Ikea a Palermo. Come si fa a dire loro di no? È finita l’epoca del protezionismo». E sul progetto di apertura ammette: «Non hanno ancora fatto una proposta concreta. Non è mai arrivato nulla. Mi ricorda un po’ la storia dell’acquario della Bandita: solo riunioni su riunioni. Almeno cinque incontri. Tanto rumore e poi nessuno si è fatto avanti. Noi siamo pronti ad accettare proposte». Insomma, la disponibilità c’è tutta. Si facciano avanti. Chissà se, come dicono nel loro spot, sono pronti a sorprenderci

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