Gonzaga, sciopero della fame. I dipendenti cacciati: “Sono questi i valori cristiani?”

I sindacati chiedono la revoca dei licenziamenti

“Dopo 20 anni di servizio veniamo mandati a casa”. E’ questo il grido di disperazione di 30 lavoratori del Centro educativo ignaziano (Cei), meglio conosciuto a Palermo come Gonzaga. I dipendenti che svolgono i servizi ausiliari in uno dei più importanti e prestigiosi istituti di istruzione gestito dai gesuiti ieri hanno iniziato lo sciopero della fame.

Alcuni di loro, supportati dai rappresentanti dei sindacati, hanno realizzato sin dalle prime ore del mattino un presidio di protesta davanti ai cancelli della scuola. Nel pomeriggio è stato svolto un volantinaggio per parlare con i genitori nel corso dell’Infodays organizzato dalla scuola per presentare la propria offerta formativa. 

Chiediamo solidarietà a voi genitori”, comincia così il testo del volantino distribuito dai lavoratori. “Siamo i lavoratori licenziati dal Gonzaga dopo in media più di 20 anni di servizio di assistenza, pulizia, giardinaggio svolto con dedizione e professionalità. Paghiamo il prezzo di una logica aziendalistica finalizzata al risparmio. Ci licenziano in massa per risparmiare sul costo del lavoro, lasciando noi e le nostre famiglie senza la dignità di un’occupazione e senza la certezza di uno stipendio a fine mese. Sono questi i valori cristiani? Da oggi noi iniziamo lo sciopero della fame”. 

Anche gli insegnanti sono stati oggetto di cambiamenti di tipo contrattuale. A loro è stato chiesto di sottoscrivere una trasformazione del proprio rapporto di lavoro in part-time con la riduzione del 5% del salario e del tempo di lavoro, con relativa decurtazione di tutti gli altri istituti retributivi, sia diretti che indiretti.

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