Giardini Naxos, il porto di Schisò verso l’avvio del cantiere tra pro e contro

Il 2017 sembra destinato ad essere l'anno buono per l'avvio dei lavori del porto turistico

Dopo oltre mezzo secolo di attesa potrebbero finalmente scattare in autunno “l’ora x” per i lavori di ristrutturazione e ammodernamento del porto turistico di Giardini Naxos. Il G7 di fine maggio e poi la stagione turistica faranno slittare di qualche mese un appuntamento che è già in agenda e che, al culmine di un’estenuante storia, pare ormai prossimo all’orizzonte.  Si tratta di procedere al momento conclusivo della conferenza dei servizi, con una presa d’atto e una ratifica di quel che è già stato esitato proprio in sede di conferenza dei servizi già nel 2011, quando il Comune ha incassato il via libera degli enti preposti al progetto e tra questi il placet della Soprintendenza. Tecnis, la società incaricata di realizzare la riqualificazione del molo di Schisò, ha da tempo depositato le risposte alle osservazioni sul progetto, e le ha consegnate nel 2016 in Comune: l’ultimo passaggio da espletare riguarda il Via-Vas (Valutazione impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica).

Proprio nelle scorse ore, è stato chiesto dai Pm, presso il Tribunale Sezione Misure di Prevenzione di Catania, il dissequestro delle 24 società controllate dal gruppo di cui è capofila Tecnis Spa e la restituzione ai legittimi proprietari, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice, poiché non sussisterebbe il pericolo di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata nelle attività del gruppo. Il discorso riguarda da vicino anche le prospettive del porto di Giardini Naxos, al cui riguardo comunque il sindaco Nello Lo Turco ha già evidenziato: “Ci hanno dato subito ampie garanzie, e come ho avuto modo di dire a più riprese, saranno loro a realizzare senza alcun dubbio l’opera che interessa la nostra città“.

Tra le 24 società consortili a suo tempo sottoposte alla misura di amministrazione giudiziaria venne inserita anche la “Marina di Naxos“. Per questo il sindaco Nello Lo Turco è stato in questi mesi a stretto contatto con il professore Saverio Ruperto, il commissario preposto alla gestione straordinaria della Tecnis Spa (ex sottosegretario dell’Interno del governo Monti), per avere rassicurazioni sulla situazione del general contractor, i cui vertici hanno dato a Palazzo dei Naxioti rassicurazioni sulla prosecuzione dell’impegno per il porto di Giardini. L’opera prevista richiederà un costo di 50 milioni di euro. La superficie complessiva del’area destinata ai diportisti è di 6100 m2, mentre l’area tecnica 3224 m2 e l’area per uso pubblico 14658 m2. L’area per la pesca avrebbe una superficie di 1181 m2 e per la viabilità portuale 7824 m2, ed infine l’area a verde 1117 m2. Si prevedono 366 posti barca, da 7 a 32 metri, di cui 221 da diporto, 112 per uso pubblico e 33 per il bacino pesca.

L’attuale molo venne costruito nel 1952. Soltanto dopo una forte mareggiata, e a seguito di alcuni danni riportati dal molo nel 1963, vennero realizzate alcune opere di consolidamento: compresa, ad inizio anni ’80, la realizzazione della barriera frangiflutti sul lato esterno del molo.  “La diga di sottoflutto però non fu mai realizzata”, sottolinea Legambiente. A causa del mancato studio sulle correnti marine, si ebbe un grave fenomeno di erosione della costa ed il progressivo insabbiamento dei fondali. “Altre barriere frangiflutti hanno finito soltanto per deturpare il settore meridionale della Baia di Naxos”, spiega Caterina Valentino, responsabile del circolo di Legambiente Taormina Valle Alcantara. Meglio è andata con la realizzazione all’inizio degli anni duemila di una barriera sottomarina, promossa dal Comune con fondi europei: “L’unico intervento utile. Sono stati ripristinati alcuni tratti di spiaggia che erano scomparsi ed è stato arginato anche il processo di insabbiamento dei fondali”, ha sottolineato la responsabile territoriale di Legambiente.

L’impresa incaricata ha provveduto a definire le risposte alle osservazioni presentate dagli ambientalisti,secondo i quali il progetto non sarebbe conforme all’esigenza di tutela ambientale della baia di Naxos e rischierebbe di determinare “una cementificazione dell’area”. “Non ci sarà nessuna cementificazione – replica Lo Turco – Il progetto che si andrà a realizzare può portare semmai un importante crescita turistica ed economica per questo territorio, con un ulteriore rilancio del turismo“. Gli ambientalisti contestano il possibile impatto ambientale sulla baia, sia altri aspetti come l’eccessiva vicinanza dell’opera all’area archeologica ed anche la prospettata realizzazione di un centro commerciale nell’area portuale che potrebbe avere delle ripercussioni negative sulle attività commerciali locali. L’attuale elaborato viene ritenuto “non in linea con l’esigenza di tutela e salvaguardia dell’aspetto paesaggistico del territorio e non potrà nemmeno determinare i benefici turistici ed economici per la città, di cui si parla e che vengono prospettati“.

2-rendering-porto-con-area-commercialeLo scontro di opposte vedute è tra chi è favorevole e chi è contrario, chi aspetta il porto con la convinzione che creerà sviluppo economico e turistico e chi, invece, si dice convinto che l’iniziativa rischia di compromettere il patrimonio storico e architettonico di Giardini Naxos. Il timore degli ambientalisti è legato al fatto che le opere di completamento del porto, soprattutto le strutture immobili collegate, verrebbero realizzate a meno di duecento metri dal Parco archeologico. Lo Turco invece ribadisce la valenza dell’opera in agenda: “Fu la Regione anni fa ad investire su quel braccio di terra, oggi è impossibile tornare indietro e comunque è stato fatto tutto il possibile per rendere il progetto quanto più possibile idoneo e compatibile con l’ambiente. Non ci sarà nessuna speculazione“.

A far discutere sono in primis le opere a terra, ed il Partito Democratico di Giardini Naxos ha presentato, in tal senso, delle osservazioni presso il Dipartimento regionale Ambiente di Palermo a cura del prof. Massimiliano Silvestro, geologo ed esperto di problematiche ambientali. Secondo il Pd “non è stato, ad esempio, fornito il parere di compatibilità geomorfologica in ottemperanza alle norme di attuazione del Piano per l’Assetto idrogeologico, che evidenzia una pericolosità da erosione costiera a rischio molto elevato. L’impatto ambientale e paesaggistico dell’opera, – continua – comporterebbe un sensibile peggioramento dell’attuale stato dei luoghi, con grave pregiudizio per il futuro turistico del centro. In una città il cui indice edificatorio risulta essere uno dei più alti in Sicilia – concludono i democratici -, il completamento del porto non può essere l’occasione per riversare, sul molo foraneo, altre colate di cemento al fine di realizzare uno scatolone che dovrebbe ospitare, come se ci fosse bisogno, un altro centro commerciale”. E per quanto concerne la viabilità il Pd ritiene che “il traffico automobilistico e i parcheggi necessari renderebbero invivibile una zona, a ridosso dell’area archeologica, che dovrebbe privilegiare invece la tranquillità e le passeggiate panoramiche”.

Non si tratta di un porto nuovo ma del prolungamento del molo esistente – aggiunge Lo Turco – I lavori sono anche necessari per la sistemazione e messa in sicurezza del lungomare. Rispetto al profilo esistente si tratterebbe di elevarlo ancora di soli 60 centimetri. Invece di questa enorme muraglia di cemento armato che vediamo oggi, è prevista una galleria coperta, tipo un portico, con una serie di negozi che rappresentano certamente una visione preferibile rispetto all’attuale. Tecnis ha curato con attenzione un progetto che ha avuto il parere favorevole della Soprintendenza“. Il 2017 da poco iniziato sembra, insomma, destinato ad essere l’anno buono per l’avvio dei lavori del porto turistico, mentre l’eterno dibattito tra i pro e i contro non si è mai fermato e pare destinato a proseguire ancora a lungo.

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