Francesco Ferreri è il nuovo presidente di Coldiretti Sicilia

Cracolici. "Le nostre aziende agricole stanno dando un grande segnale al mondo".

Il quarantenne Francesco Ferreri da oggi è il nuovo presidente di Coldiretti Sicilia. E’ produttore vitivinicolo, comproprietario dell’azienda “Valle dell’Acate” nel ragusano ed è anche presidente dell’Associazione Viticoltori Sicilia (Assovini) nonché membro del Consorzio di tutela del Cerasuolo di Vittoria Docg. Nel corso della sua carriera professionale, dopo gli studi in Scienze e Tecnologie Alimentari e numerose esperienze in aziende siciliane, ha ricoperto varie cariche istituzionali mirate alla tutela del patrimonio agricolo regionale. Ferreri assume la carica dopo Salvina Russo che era stata chiamata a ricoprire il ruolo di presidente facente funzioni accompagnando l’organizzazione fino all’assemblea e alla quale è andato il ringraziamento di tutti i partecipanti. “L’etica della terra non è solo un concetto ma un principio per lavorare in agricoltura dove ogni comparto deve differenziarsi per legalità, qualità e salubrità”, ha detto Francesco Ferreri stabilendo così una gerarchia di azione dove spiccano gli obiettivi della crescita organizzativa nei tanti ambiti regionali. “C’è una nuova Sicilia, c’è un nuovo sistema agricolo lontano dai riflettori delle negatività – ha aggiunto – . Abbiamo una serie di primati, dalle colture biologiche alla qualità del grano alle innovazioni giovanili che dobbiamo far crescere nell’ambito delle occasioni offerte dal Piano di sviluppo rurale”. 

cracoliciAuguro buon lavoro al nuovo presidente di Coldiretti Sicilia Francesco Ferreri”. Lo dice l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.Le nostre aziende agricole – prosegue – stanno dando un grande segnale al mondo. Il comparto agricolo siciliano sta attraversano una profonda fase di trasformazione e ha davanti a sé numerose sfide sul fronte dell’innovazione e della qualità. Sono convinto che Francesco Ferreri saprà mettere a frutto la sua esperienza per interpretare al meglio questa fase storica decisiva per la nostra agricoltura”.

Commenta: