Flop del made in Sicily verso la Russia, un calo del 23%. In ripresa le esportazioni agroalimentari

Cala a doppia cifra l’export siciliano verso Mosca nel 2016. L’anno scorso, infatti, il valore dei prodotti Made in Sicily verso la Russia si e’ fermato ad appena 19,3 milioni di euro, -23% sul 2015, anno in cui le esportazioni avevano performato una crescita del 43% in controtendenza rispetto all’allora dato nazionale. E’ emerso in apertura del IX Business Forum italo russo dell’associazione Conoscere Eurasia, in corso a Catania. Tra i settori maggiormente colpiti dalle mancate vendite quelli dei macchinari (-62,7%), dei mezzi di trasporto (-85,6%) e dei computer e dell’elettronica crollati di quasi il 100%.

Tornano a crescere invece le esportazioni agroalimentari che, dopo il quasi azzeramento patito nel 2015, incassano un +28%, per un valore di 5 milioni di euro. Per Antonio Fallico, presidente dell’associazione Conoscere Eurasia e presidente di Banca Intesa Russia: “Il cambiamento strutturale in atto nell’economia russa deve sollecitare le imprese italiane ad intercettare i comparti strategici che riflettono la domanda di questo mercato. Non a caso, nel 2016, il settore farmaceutico catanese ha registrato la migliore performance con quasi 5,8 milioni di euro, posizionandosi cosi’ al primo posto tra le voci dell’export regionale verso la Federazione. Innovazione e capacita’ di creare partnership all’insegna del ‘Made with’ sono le direttrici per una ripresa positiva delle relazioni commerciali”. Tra le iniziative di oggi, e’ prevista anche la sottoscrizione dell’accordo di gemellaggio fra le municipalita’ di Kaliningrad e Catania e fra l’Università Kant (Kaliningrad) e l’Università degli studi di Catania. Il IX Business Forum italo russo e’ organizzato dall’associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum internazionale di San Pietroburgo e Città di Catania in collaborazione con aeroporto di Catania, Intesa Sanpaolo e Banca Intesa Russia.

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