Economia circolare: i rifiuti diventano un nuovo tesoro

Treno Verde 2017: da Catania a Bruxelles il convoglio ambientalista diffonde una nuova economia verde

Le bucce d’arancia in Sicilia hanno da sempre rappresentato un rifiuto. Oggi, invece, diventano cosmetici e integratori, tessuti innovativi o contribuiscono a produrre energia.

riciclo pneumatici

C’è chi, ad esempio, recupera pneumatici fuori uso trasformandoli in gomma riciclata da usare per superfici sportive o isolanti acustici, come fa Ecopneus. Tante valide soluzioni e idee eco sostenibili (dagli asfalti, all’edilizia o allo sport) rese possibili dalle quotidiane attività di raccolta dei Pfu che in Sicilia hanno consentito di recuperare nel 2016 oltre 18.600 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso: equivalenti in peso a oltre 2 milioni di pneumatici da autovettura, se li mettessimo uno sopra l’altro formerebbero una “pila” alta 413.000 metri, ben 120 volte l’altezza dell’Etna. Mentre dall’acciaio recuperato negli ultimi 20 anni in Italia con la raccolta differenziata degli imballaggi sarebbe possibile realizzare un treno lungo da Catania a Venezia, composto da 48.000 vagoni. Il percorso circolare degli imballaggi in acciaio è opera di Ricrea che ha recentemente premiato la Sicilia esempio virtuoso di economia a ‘km zero’, grazie a un percorso che vede l’acciaio trasformarsi in contenitore e dopo l’utilizzo da rifiuto tornare acciaio.

C’è poi chi, come Bionap, è capace di individuare sostanze attive da piante e frutti che crescono nelle zone circostanti l’Etna per realizzare prodotti di successo nel settore del benessere e della bellezza, dai cosmetici agli integratori alimentari. Tutto è partito dalla filiera degli agrumi, ma oggi l’innovativa tecnica permettere molti altri utilizzi, come quello che coinvolge la filiera olivicola che recupera nutrienti dalle foglie di potatura e dalle acque esauste della molitura. Sempre partendo dagli agrumi, Orange Fiber è invece oggi capace di sviluppare filati e tessuti innovativi con l’obiettivo di creare un prodotto sostenibile che risponda all’esigenza di innovazione dei brand di moda. Per farlo, l’azienda ha come obiettivo quello di riutilizzare le oltre 700mila tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola italiana produce annualmente e che diventerebbero semplici rifiuti. L’utilizzo di sottoprodotti agricoli destinati alla discarica è alla base anche del progetto di Kanesis che si occupa di ricerca di materiali eco-sostenibili: ha realizzato il primo bio-composito interamente vegetale derivante dagli scarti di lavorazione della canapa industriale. Per valorizzare al massimo anche rifiuti organici, a Mussomeli, l’azienda agricola Nuova Scala ha installato un impianto di biogas da 1 Mw della Bts Biogas per generare energia elettrica e termica rinnovabile. Un ciclo che si chiude attraverso la produzione del digestato, ricco di elementi utili per le colture. Ecoface, invece, è una start up innovativa, fondata sul lavoro dei giovani e delle donne. Una piattaforma che si occupa di preparare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata per il riciclo a cura dei diversi consorzi appartenenti al Conai e, in particolare, plastica, carta e cartone, metalli e vetro, facendone una pre pulizia e una selezione con successiva pressatura. Il progetto Non Scado, promosso da Legambiente Ragusa e da due associazioni cattoliche locali Vo.Cri e Mecca Melchita, ha come obiettivo la riduzione degli sprechi alimentari e la lotta alle sacche di nuova povertà attraverso la distribuzione degli alimenti e beni recuperati. Il progetto prevede l’inserimento dei migranti richiedenti asilo alle attività di recupero delle eccedenze agricole, soprattutto biologiche, non commercializzabili per difetti vari, il recupero dei prodotti alimentari non commercializzabili proveniente dal piccolo commercio e dalla Gdo e la loro distribuzione. Sul podio anche la Piattaforma ecologica della Valle del Dittaino della Morgan’s srl, centro comprensoriale dei vari Consorzi di filiera e punto di raccolta differenziata dei Comuni ennesi. Infine, le due Ecostazioni, progetto promosso da Legambiente a Piazza Armerina e a Caltagirone, dove i cittadini possono conferire carta, cartone, plastica, alluminio, acciaio e vetro. Materiali ai quali viene assegnato un punteggio e i punti accumulati potranno poi essere “barattati” con generi di prima necessità.

Queste sono solo alcune delle storie e opportunità dell’economia circolare raccontate questa mattina a bordo del Treno Verde 2017, il convoglio ambientalista di Legambiente e Fs, con la partecipazione del ministero dell’Ambiente, che ha ripreso il suo viaggio per l’Italia e che il 24 aprile farà tappa a Bruxelles, per raccontare questa nuova economia, diffondere l’informazione scientifica e per dar voce ai tanti protagonisti, (aziende, start-up, istituzioni, associazioni e territori), ribattezzati campioni dell’economia circolare.

Nella sua prima tappa, a Catania, a bordo del Treno Verde i protagonisti sono stati i siciliani. È un’economia che fa bene: 580 mila posti di lavoro stimati in Europa entro il 2030. Un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee grazie ad un uso più efficiente delle risorse e quindi ad una riduzione delle importazioni di materie prime. In Italia possono essere creati almeno 190 mila nuovi posti di lavoro.

Per questo – sottolinea Serena Carpentieri, responsabile del Treno Verde – Legambiente chiede alle istituzioni europee un quadro di norme molto ambizioso, con regole chiare e precise“. “Gli esempi virtuosi di circuiti complementari di raccolta differenziata, di storie di bellezza dei territori dimostrano che anche in Sicilia si può fare la differenza“, afferma Claudia Casa.

Dodici campioni dell’economia circolare saliti sul podio del Treno Verde, in sosta fino a domenica al binario 1 della stazione di Catania.

Commenta: