Dl Mezzogiorno, più risorse per il credito d’imposta per gli investimenti

Le aziende potranno considerare il lordo e non più il netto per l'acquisto di beni strumentali

Più opportunità di investimento per le imprese del Sud. È stato approvato in Commissione Bilancio alla Camera un emendamento del Governo al decreto legge Mezzogiorno che aumenta l’imponibile su cui calcolare il credito d’imposta, consentendo l’accesso alla misura anche alle imprese che ne hanno già usufruito.

Le aziende, quindi, potranno considerare il lordo e non più il netto per l’acquisto di beni strumentali. Il provvedimento riguarda le Regioni già ricomprese nella misura attuale (Sicilia, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria). Tale opportunità è stata estesa anche alle imprese della Sardegna.
L’ampliamento della base di calcolo comporta un incremento delle percentuali di credito che potranno essere riconosciute: per le grandi imprese l’aumento può variare dal 10% al 25%; per le piccole imprese dal 10% al 20%; per le imprese di medie dimensioni fino al 10%. I livelli possono aumentare per le aree in condizioni economiche particolari in base alle deroghe previste dalla Carta Ue degli aiuti a finalità regionale 2014-2020.

Chi in passato ha già fatto degli investimenti, il cui ammortamento è ancora in corso, potrà nuovamente avvalersi di questo prezioso incentivo. “La modifica – si legge nella relazione all’emendamento – si rende necessaria al fine di favorire anche le aziende che hanno fatto investimenti negli anni precedenti in beni strumentali il cui ammortamento è ancora in corso: infatti, per tali aziende la prevista riduzione dell’importo dell’investimento su cui calcolare l’agevolazione rendere inefficace l’incentivo stesso, in quanto non adeguatamente satisfattivo rispetto al costo sostenuto per gli acquisti di nuovi beni strumentali”.

Il Governo, inoltre, intende promuovere gli investimenti delle Piccole e medie imprese innalzando le soglie dei progetti agevolabili. Le modifiche apportate dall’emendamento, infatti, portano il limite da 1,5 milioni a 3 milioni per le piccole imprese e da 5 a 10 milioni per le medie. Viene eliminato anche un altro grande limite agli investimenti, ovvero il divieto di cumulo con altri aiuti di Stato, compreso il sostegno de minimis, consentendo l’applicazione entro il limite dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati previsto dalle norme comunitarie di riferimento.

“Continuiamo a lavorare per sostenere in maniera intelligente e mirata il tessuto produttivo del nostro Paese, grazie anche a misure come l’aumento massimo consentito del credito d’imposta contenuto nell’emendamento al decreto legge sul Mezzogiorno approvato oggi” commenta in una nota la viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova.
I lavori della Commissione sul decreto dovrebbero chiudersi a breve per dare la possibilità al Parlamento di approvare al più presto il testo, sicuramente entro il 28 febbraio termine ultimo entro il quale deve essere convertito in legge.

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