Confindustria batte Confcommercio. Tra veleni e polemiche, Albanese si aggiudica la Camera di Commercio di Palermo-Enna

Eletto alla terza votazione con 18 voti contro 14, battendo Patrizia Di Dio

Va a Confindustria la vittoria del primo match relativo al controllo delle nuove Camere di commercio scaturite dalla riforma del sistema camerale. Una partita che, in tutti i costituendi enti camerali dell’Isola, vede due fronti contrapposti capitanati, da un lato, dall’associazione degli industriali e, dall’altro, da quella dei commercianti. Il leader di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese, è il primo presidente della Camera di commercio di Palermo ed Enna. Albanese è stato eletto, alla terza votazione, con 18 voti contro 14, battendo la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio.

“È un grandissimo onore per me presiedere questa Camera, un onore che condividerò con le 13 sigle datoriali che mi hanno sostenuto ha detto Albanese all’Adnkronos sottolineando che “adesso è il tempo di metterci a lavorare”. Fra i primi obiettivi del neo presidente, “il risanamento della Camera di Commercio Palermo-Enna che – afferma – nasce con un deficit piuttosto alto” e la questione delle pensioni. “Alle Camere di Commercio siciliane spetta il pagamento delle pensioni ed è l’unico caso in Italia – sottolinea Albanese – È una questione che può e deve essere risolta”. Poi un “occhio al futuro”, guardando all’importanza dell’internazionalizzazione.

È stata una battaglia all’ultimo sangue. Sono stati tanti i veleni e le polemiche che anche a Palermo hanno scandito il percorso di costituzione dell’ente camerale. Uno scontro che nella Sicilia orientale ha portato al congelamento dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Catania, Siracusa e Ragusa. Albanese però pensa alla sua elezione e tira dritto:“Con questa elezione il consiglio ha mostrato senso di responsabilità – afferma – Era normale che alla Camera di Commercio di Palermo ne fosse accorpata una più piccola come Enna. Adesso dobbiamo occuparci solo di ripartire”.

In realtà i problemi per la Camera di Palermo cominciano da prima, dall’arresto del suo ultimo presidente, Roberto Helg, finito in manette in flagranza di reato mentre intascava una mazzetta da 100 mila euro per la concessione dello spazio commerciale presso l’aeroporto “Falcone e Borsellino” all’imprenditore Palazzolo. Da allora, infatti, l’ente svolge le proprie funzioni a scartamento ridotto sia per il commissariamento scaturito dalla vicenda Helg sia per quello connesso all’accorpamento con la Camera di Enna.

Adesso l’elezione di Albanese dovrebbe segnare una svolta, ma il conflitto tra le due major che rappresentano il tessuto produttivo dell’Isola non accenna a placarsi. A Catania l’insediamento del consiglio camerale e l’elezione del presidente è stato rinviato nell’attesa che il Ministero dello Sviluppo economico, sentito il parere della Commissione Stato-Regioni, si pronunci sull’istanza presentata dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, che chiedeva l’esclusione dalla fusione della Camera di Siracusa. Nel frattempo la magistratura catanese sta indagando sulle presunte anomalie negli elenchi degli iscritti presentati da alcune associazioni di categoria, che in questo modo avrebbero alterato i rapporti di forza in campo.

Stesse anomalie sono state denunciate nell’ambito della procedura di accorpamento delle Camere di commercio di Agrigento, Caltanissetta e Trapani. Stavolta a finire sul banco degli imputati è Confindustria. Qui, infatti, le associazioni che avrebbero gonfiato gli elenchi, la Fiarcom e la Eurom, sarebbero schierate dalla parte di Antonello Montante, da anni alla guida della Camera nissena, presidente di Confindustria regionale e di Unioncamere Sicilia. Anche in questo caso un ricorso è stato presentato presso l’Assessorato regionale alle Attività produttive, mentre dal fronte opposte stanno tentanto in tutti i modi di rallentare l’iter.

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