“Bloccate quella talpa”. L’Agenzia per l’ambiente ferma i lavori del passante ferroviario di Palermo

E intanto prosegue la vertenza SIS: in corso l'incontro alla Regione

Una rogna dopo l’altra e per il “Raddoppio del passante ferroviario di Palermo” – maxi appalto del valore di 1,2 miliardi di euro, fermo all’80% – torna lo spettro di diventare opera incompiuta.

Non bastava la vertenza della Sis, il colosso italo-spagnolo che vuole licenziare 200 maestranze su 279, o il contenzioso con Rfi relativo all’aumento dei costi dell’appalto per circa 100 milioni di euroo l’enorme problema del “tappo” di vicolo Bernava con “l’imprevisto geologico” del fiume d’acqua e fango ad ostacolare lo scavo degli ultimi 58 metri di galleria Imera-Lolli; o ancora l’annessa questione delle demolizioni di 5 palazzine in zona Tribunale (al vaglio della Regione) su cui dovrebbero arrivare novità entro un mese visto che ieri c’è stata la riunione sull’approvazione della Via, la Valutazione d’impatto ambientale.

L’ultima tegola in ordine di tempo arriva dall’Arpa Sicilia che ha “bloccato” la Tbm Marisol, la gigantesca talpa meccanica che dovrà scavare la nuova galleria Notarbartolo-Belgio (2,6 km), lungo la Tratta B del passante. L’Arpa infatti ha bloccato temporaneamente la Sis per un’integrazione sul monitoraggio ambientale. “La Tbm di fatto – confermano gli operai Sis – è spenta e non ha scavato neanche un metro da quando è arrivata in città”.

Nello specifico, “le prescrizioni alla Sis per la talpa – confermano dall’Arpa Siciliariguardano le rocce da scavo e lo smaltimento sulle cave Troìa e Impisu, situate nei pressi dello svincolo di Sferracavallo“.

In pratica il grosso macchinario che la Sis ha noleggiato dal colosso mondiale Herrenknechtal costo di circa 11 milioni di euro, è fermo per la burocrazia.

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I pezzi erano arrivati a Palermo lo scorso aprile, compiendo un vero giro d’Europa. I pezzi, infatti, date le grosse dimensioni, sono transitati prima dal Reno, dalla regione tedesca in cui ha sede lo stabilimento della Herrenknecht, fino a Rotterdam, e poi via mare fino al porto di Palermo. Nel giro di tre mesi i pezzi sono stati assemblati nel cantiere Notarbartolo e montati. Dalla scorsa estate dunque, Marisol (così è stata battezzata la Tbm palermitana dalla Sis) è avanzata “a vuoto”. I primi 150 metri di galleria, infatti, sono stati scavati con la tecnica “tradizionale” e rivestiti dei conci prefabbricati in calcestruzzo; i successivi 2 km fino allo sbocco a “Belgio”, saranno scavati con la talpa meccanica.

Il tratto da scavare per la precisione è lungo 1.978,50 metri, il volume geometrico totale del materiale scavato sarà di 140.000 metri-cubi, il tempo di scavo stimato è di 10 mesi con un avanzamento medio presunto di 6,6 metri al giorno.

I primi di marzo ci sarà una riunione con Italferr e Sis sulle prescrizioni ambientali. Da parte nostra – assicurano dall’Arpanon vogliamo affatto bloccare il cantiere ma solo risolvere il monitoraggio delle terre potenzialmente inquinanti. Siamo fiduciosi che il problema si risolverà agevolmente”.

“I ritmi attuali della Sis – lamentano intanto da Rfi – sono piuttosto blandi. C’è stato un forte calo nella produzione. Martedì è stata nominata la Ctu per il contenzioso portato avanti da loro presso il Tribunale di Roma. Tale consulente tecnico d’ufficio dovrà leggersi migliaia di documenti e poi emettere il suo giudizio circa l’Atp (l’Accertamento tecnico preventivo, ndr) chiesto sui 100 milioni di costi extra”, dovuti secondo la ditta all’aumento generale dei prezzi dal 2008 a oggi. I fornitori intanto, rivelano i sindacati degli edili, hanno rallentato le forniture dei materiali, visto l’andamento della vertenza Sis.

Martedì 21 febbraio avrebbe dovuto esserci l’incontro tra Rfi, Sis, sindacati e l’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pistorio, ma è stato rinviato tutto a oggi. Da stamane, infatti, è in corso il vertice in assessorato. Presto si conoscerà dunque l’esito di questa delicata “partita a scacchi” che rischia di lasciare alla città una gigantesca incompiuta. Sulla vertenza però la posizione di Rfi è stata dura: “Il passante si farà con o senza la Sis”

 

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