Urega: all’Ars passa la mini riforma degli appalti

Viene riformato il sistema degli Urega, gli Uffici che devono gestire gli appalti pubblici

Per la mini riforma degli appalti l’appuntamento di oggi a Sala d’Ercole era decisivo. Una sorta di ultima chance: se non fosse stato approvato entro questa settimana,  il ddl sarebbe stato “accantonato” per fare spazio alla manovra finanziaria, come deciso in conferenza dei capigruppo. Invece, la norma presentata dall’assessore Giovanni Pistorio ha superato lo scoglio dell’aula. Con 40 voti a favore, 2 voti contrari e 11 astenuti l’Ars ha approvato il disegno di legge in tema di appalti pubblici, che modifica la composizione degli Urega. Dopo diverse sedute consecutive rinviate per mancanza del numero legale, che avevano fatto “impantanare” l’Ars sull’esame del disegno di legge sulla modifica degli Urega, oggi l’aula ha votato il via libera: dopo l’ennesima richiesta di verifica avanzata dal Movimento 5 Stelle, alla comunicazione del presidente Giovanni Ardizzone “l’assemblea è in numero legale” è partito un applauso dai banchi dei grillini rivolto ai parlamentari presenti. L’esame del ddl è dunque ripreso e si è passati all’approvazione.

Cosa prevede la norma? Il nodo è la struttura degli Urega, acronimo impronunciabile dietro il quale si cela l’ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici. La struttura prevede nove uffici: uno centrale a Palermo e otto periferici, uno in ogni capoluogo di provincia.  E’  un microcosmo burocratico messo in piedi dal legislatore siciliano quindici anni fa, con due upgrade nel corso del tempo, aggiornamenti al sistema piovuti giù per decreto.

In realtà, l’ufficio s’è mosso come un pachiderma. E di gare ne ha espletate poche e con tempi “biblici”. Nonostante ciò è ritenuto un ufficio strategico perché in linea con la norma nazionale sulle stazioni uniche di committenza per rendere più trasparenti le gare. Da qui l’idea di Giovanni Pistorio, assessore regionale alle Infrastrutture, dipartimento che sovrintende agli Urega, di inserire una serie di correttivi.

Le modifiche intervengono su tre aspetti fondamentali: viene aumentato il numero dei componenti delle commissioni Urega per accelerare l’esame delle pratiche; cambia il meccanismo della retribuzione, non più il gettone legato al numero delle sedute di commissione ma cifre prestabilite sulla base degli importi di gara con la Regione che si impegna a pagare a conclusione dell’iter di approvazione; riduzione dei tempi di espletamento degli appalti.

Dopo la discussione generale, la mini-riforma dell’Urega è rimasta bloccata per settimane. L’Ars doveva solo esprimersi su alcuni emendamenti. E così è stato nella seduta di oggi pomeriggio.

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