Almaviva annuncia il rilancio di Palermo. Per la Cgil “ora servono i fatti”

L'annuncio del presidente Antonelli nell'incontro con i sindacati

Cambio di rotta del colosso Almaviva su Palermo, da sito soggetto a ridimensionamento, con il trasferimento coatto di alcuni dipendenti a Rende (in provincia di Cosenza), a sede centrale delle proprie attività. È questo l’esito dell’incontro che si è tenuto ieri nel capoluogo siciliano tra il nuovo presidente di Almaviva Contact, Andrea Antonelli, e i sindacati delle telecomunicazioni.

Per il momento ci sono solo le dichiarazioni di Antonelli, che i sindacati non aspettano altro di verificare. “È stato un incontro per esaminare le criticità del gruppo e le nuove prospettive. Antonelli ci ha ribadito che Almaviva sta puntando moltissimo su Palermo e che Palermo potrebbe diventare il centro più importante d’Italia. Parole molto belle – afferma il segretario Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso che però devono essere supportate da fatti concreti. Come Slc siamo molto interessati a conoscere, oltre alle analisi, quale sia il progetto industriale per far sì che Palermo diventi sul serio il centro numero uno Almaviva in Italia”.

L’Slc Cgil ha avanzato durante l’incontro alcune proposte: l’introduzione della contrattazione di secondo livello, assente in questo momento, come strumento essenziale dell’organizzazione del lavoro per aumentare la produttività; l’introduzione della flessibilità; una formazione costante e continua dei lavoratori “per essere competitivi in un mercato che ancora alla periferia di Industria 4.0 può essere di grandissima espansione”. Necessaria anche la sigla di un “patto” tra attori istituzionali, parti sociali e azienda per il rispetto assoluto delle regole, con sanzioni per chi delocalizza in modo selvaggio e lo stop agli appalti al massimo ribasso, nel rispetto dei contratti collettivi nazionali di lavoro.

“La crisi dei call center nasce da quando cominciano le delocalizzazioni. Il piano industriale che chiediamo – aggiunge Rosso – deve mirare alla ricerca di nuovi mercati e soprattutto alla professionalizzazione avanzata dei lavoratori per creare una totale fidelizzazione con l’azienda e per creare occupazione strutturata in Sicilia, regione che conta 20mila occupati nel settore”.

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